Sono uno chef che ha sempre scribacchiato per hobby. Qui presento una mini raccolta di drabbles, raccontini da 100 parole. Ah, c'è anche un racconto di poco più lungo che fa parte di un progetto in divenire. A scriverli mi sono divertito, spero che voi vi divertiate a leggerli. P.s. Si tratta di fantascienza, più o meno
Cochineros Malditos Productions
Racconti, drabbles, illustrazioni
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lunedì 4 marzo 2019
venerdì 1 marzo 2019
robin
Ascoltavo Rumiz letto da Fortis e non mi accorsi di scendere alla stazione sbagliata finché non fui fuori a fissare il globo blu della Terra appeso nel cielo scuro e una valle verdissima sullo sfondo di creste innevate.
Un viottolo scendeva tra vecchie querce e pettirossi si azzuffavano trillando.
Lontano rombava un torrente.
-Hey mister siamo al capolinea!-
Mi alzai confuso. Fuori dalla stazione scalcinata i soliti casermoni di periferia.
Armeggiai per togliermi le cuffie annodate e sentii in mano qualcosa di soffuso: era una piuma rosso fuoco. Sorrisi. ‘Sapevo di non essere solo un sognatore!’. Fischiettando raggiunsi casa.
giovedì 28 febbraio 2019
Space Books
Space books
Geronimo, lo strozzino, sta spiando Egisto, suo nemico giurato, con un mini drone camuffato da mosca.
Scopre così che Vulcan Home, l’eremita, ha messo in vendita l’ultima copia de ’I tre impostori’ scampata alla distruzione della Terra.
Così si traveste da pirata e deruba Home appena esce dal suo asteroide.
Porta a casa il libro, ma quando lo sfoglia, un demone insonne sbuca fuori e lo costringe a recitargli ad alta voce il libro notte e giorno, per sempre.
Drin drin. -Come va?- chiede Egisto.
Geronimo capisce d’esser stato ingannato, ma non ha tempo per commiserarsi: deve leggere.
Daphne
Daphne
Camminava spensierata canticchiando ‘Metal Hearth’:era svelta, armata e non temeva nulla.
Era convinta che i suoi trucchi, ancora una volta, avessero funzionato, ingannando i suoi nemici.
Non lo sapeva, ma aveva sfidato la sorte una volta di troppo, e la dea oscura sarebbe accorsa a reclamare la sua anima.
Il destino arrivò gettandola a terra tramortita e inzuppandole il vestito di sangue.
Invece di svanire, il mondo assunse una chiarezza cristallina e si popolò di mostri e frattali.
Poi apparve la visione più orrenda: un volto pallido, occhi vuoti, gelido sorriso.
-Vaffanculo troia- disse.
Urlando, Daphne si svegliò.
Specchio oscuro
Specchio oscuro
Kurt s’era nascosto in un motel fuorimano per sfuggire alla polizia.
‘Quel dannato pappagallo ha mandato tutto a monte’
Dalla sacca tirò fuori il magro bottino: uno specchio dalla cornice dorata.
Lo guardò e s’accorse che non rifletteva.’Pure farlocco…’ Lo gettò sul tavolo.
-Pss,pss-
-Chi c’è?-
La stanza era vuota, era lo specchio a parlare.
Si avvicinò e fu afferrato da una mano che lo trascinò oltre il vetro scuro.
Dall’altra parte il coniglio bianco gli disse -Finalmente avrò qualcosa da mostrare a chi si rifletterà-
Kurt urlò, ma nessun suono uscì dalla sua bocca trasparente.
mercoledì 27 febbraio 2019
parlare di pace
parlare di pace
Nube di Oort. La prima nave con sistema di comunicazione ultraluce.
In viaggio da due anni. Meta: Tyché.
-Come va la crisi?-
Visi distesi alla base su Terra -Tutto risolto, ci aspetta un futuro di pace-
Trambusto in plancia. Carlo mette in pausa.
-Cosa succede?-
-Il flash!- grida il capitano.
Carlo lo raggiunge.
Sullo schermo una luce in espansione sulla terza orbita.
-Impossibile! Dicono che va tutto bene…-
-Chi?-
Il controllo…-
-Quando li hai sentiti?-
-Ora, sono ancora in linea-
Corsero in sala comunicazioni.
I morti erano lì sullo schermo, e volevano parlare.
Di pace. Eterna.
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