bambole
Notte gelida, il vino ci accese e il bersaglio era Johnny che diceva d’esser stato rapito dagli Ufo. Il più tardi possibile rientrai, ché nessuno m’aspettava a casa. Sul sentiero tra i pini una luna enorme m’inghiottì. Mi risvegliai nudo e semi vestito di pizzo -Perché?- Era una catena di montaggio: ci trasformavano in bambole, il prodotto finito era ammonticchiato laggiù, inscatolato e prezzato. Raggiunsi la finestra tonda e capii: stelle e pianeti. L’extraterrestre aveva preso me, voleva vendermi in qualche outlet galattico. Avrei voluto esser come Johnny, tanto strano che ET l’aveva rispedito giù.

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